Storia

Palazzo Belfiore è la destinazione ideale per gli amanti della storia dell'arte e del Rinascimento.

Il prestigioso palazzo che ospita la nostra Residenza è ubicato in Via De’ Velluti e la denominazione ricorda la famiglia Velluti, tra le maggiori d’Oltrarno, che in questa zona ebbe le proprie case.

La famiglia dei Velluti, la cui arme gentilizia era costituita da uno scudo diviso in senso orizzontale, sopra dorato e sotto rosso, con tre cerchi o ruote nella parte inferiore, proveniva dal contado fiorentino e secondo alcuni studiosi sarebbe stata originaria della città di Semifonte che fu distrutta dai Fiorentini.

Da lì estesero i propri possedimenti sui vasti terreni ancora ad orti che si estendevano verso la primitiva Chiesa di Santo Spirito. In questa area fecero costruire nuove case che andarono a formare l’isolato compreso tra le attuali Via Toscanella, Via de’ Velluti (in origine Via del Tanfura) e Via de’ Vellutini (in origine Chiasso de’ Loci);

queste case comunicavano fra loro e con quelle delle famiglie delle Consorterie affiliate, legate tra loro per vincoli di parentela o per rapporti politici, e in caso di guerre o di sommosse potevano garantire una facile difesa, bloccando le strette strade limitrofe e fuggendo attraverso cortili e passaggi interni.

Clarice

Si può percepire l’atmosfera rinascimentale solo entrando nel Palazzo: al primo piano nell’appartamento nominato “Clarice” troviamo una sala che conserva una decorazione trecentesca quasi intatta. Questa sala cosiddetta “madornale” è caratterizzata da una pittura a finti drappi tessuti con motivi di rombi in rosso e blu, che con il tempo si è alterato diventando verdastro, incorniciati da fasce nelle quali sono raffigurati realistici pappagallini di profilo, verdi con le zampette rosse.

Nella zona soprastante c’è un bellissimo motivo a finta architettura con archi trilobati, tra i quali sono dipinti stemmi a scudo con gigli e chiavi incrociate, forse blasoni di famiglie legate ai Velluti per consorteria o matrimoni, racchiude un cielo alternato su fondo rosso e blu, che presenta in primo piano alberelli verdi con frutti.

Essi raffigurano un hortus conclusus, dove gli alberelli di frutti sono quelli tipici dei giardini segreti del tempo come melograni, arance, mandarini, cedri e altri agrumi; Ma non si trattava solamente di motivi decorativi e naturalistici poiché gli alberelli stavano a significare il “Giardino d’amore”, tipico tema cortese profano.

Le originarie case in Via de’ Velluti sono caratterizzate all’esterno da un motivo che le ha sempre rese famose a Firenze fino ai giorni nostri: all’angolo con Via Toscanella è infatti presente un bassorilievo in pietra serena raffigurante un grosso leone passante verso sinistra con la coda dalla caratteristica forma a S. Il leone purtroppo acefalo costituiva una mensola, la prima di una serie di otto, che dovevano sostenere una tettoia ad embrici e coppi con funzione di riparo per la famiglia dei Velluti e per i consorti, trasformando così il crocicchio di strade in una sorta di cortile aperto. Dalla presenza di questo elemento sarebbe derivato il toponimo di “Canto ai quattro leoni” con cui è nota la cantonata cioè l’incrocio tra Via de’ Velluti e Via Toscanella.

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